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Ho combattuto giorni interi per cercare di avere l'audio sul mio HP DV6-1124EL, e finalmente sono incappato in questa ottima guida che consiglio a tutti quelli che hanno il mio stesso problema, e che trascrivo qui:



Abilitazione dell'audio con lìHP DV6-1124EL in Ubuntu 9.04

Iniziamo sostituando Alsa 1.0.18 con 1.0.20
$ sudo apt-get -y install build-essential ncurses-dev gettext xmlto
$ sudo apt-get -y install linux-headers-`uname -r`


Scaricate i 3 file di Alsa dentro la cartella /usr/src :
$ sudo wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/driver/alsa-driver-1.0.20.tar.bz2 -P /usr/src
$ sudo wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/lib/alsa-lib-1.0.20.tar.bz2 -P /usr/src
$ sudo wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/utils/alsa-utils-1.0.20.tar.bz2 -P /usr/src


Scompattate il tutto dentro la cartella /usr/src/alsa però prima dovete crearla:
$ sudo mkdir /usr/src/alsa
$ sudo tar xjfv /usr/src/alsa-driver* -C /usr/src/alsa
$ sudo tar xjfv /usr/src/alsa-lib* -C /usr/src/alsa
$ sudo tar xjfv /usr/src/alsa-utils* -C /usr/src/alsa


Una volta estratti i file potete passare alla compilazione di ognuno di loro:
$ cd /usr/src/alsa/alsa-driver*
$ sudo ./configure --with-cards=hda-intel --with-kernel=/usr/src/linux-headers-`uname -r`
$ sudo make
$ sudo make install

$ cd /usr/src/alsa/alsa-lib*
$ sudo ./configure
$ sudo make
$ sudo make install

$ cd /usr/src/alsa/alsa-utils*
$ sudo ./configure
$ sudo make
$ sudo make install


Prima di ravviare il portatile, dovete aggiungere alla fine del file /etc/modprobe.d/alsa-base.conf la stringa options snd_hda_intel model=hp-dv5 enable-msi=1 in questo modo:
$ gedit /etc/modprobe.d/alsa-base.conf
Aggiungete la stringa in fondo e salvate

Ravviate Ubuntu e godetevi l’audio ;) .

Ringrazio ancora l'amministratore di Toshidex per questa ottima guida.
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Piccola microguida: vediamo come installare un pennello creato per Photoshop all'interno del nostro caro Gimp:
  1. Chiudete Gimp se è in esecuzione, siccome lavoreremo sulle sue cartelle di sistema.
  2. Scaricate il vostro pennello (da un sito dipo questo)
  3. Estraetelo nella vostra home
  4. Scrivete in un terminale sudo mv nomePennello.abr /usr/share/gimp/2.0/brushes
  5. Avviate gimp!

Ecco tutto :D Buon disegno!
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Oggi mi sto dando alla riorganizzazone del mio blog (non fa niente che domani ho esame di Chimica, tanto non si passa...), e per preparare alcune cose ho avuto necessità di installare nuovi fonts in Ubuntu, cosa che non avevo mai fatto.

Così, ecco a voi la miniguida per installare i font in Ubuntu:

Scaricate il vostro font (consiglio questo sito)
Estraete il file .ttf nella vostra home
Aprite un terminale e scrivete:  
sudo mv nome_font.ttf /usr/local/share/fonts
Rigenerate la cache dei fonts con
sudo fc-cache -fv
Et voiòà :) il vostro nuovo font è disponibile!
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Quest'oggi, la mia rubrica sul terminale si concentrerà sulla compressione/archiviazione dei files nel nostro computer, sfruttando il comando zip

Uso base.

L'uso base del comando zip è molto semplice, ed è zip nomenuovo.zip file_da_zippare. Vediamo velocemente un esempio: nella directory attuale è presente il seguente file
$ ls -lh
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
Come possiamo facilmente notare il suo peso è di 171Kb. Proviamo adesso a comprimerlo tramite zip
$ zip assembly.zip assembly.ppt
adding: assembly.ppt (deflated 84%)
Stando a quanto ci dice il comando, il file è stato compresso dell'84%! Possiamo immediatamente verificare la cosa
$ ls -lh
totale 204K
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 28K 2009-09-16 01:28 assembly.zip
Da 171Kb a soli 28Kb!! Non mi sembra poco... Ottimo se vogliamo mandare i nostri files via email.

L'unzip

Se compattiamo un immagine dobbiamo essere naturalmente anche capaci di scompattarla per recuperarne il contenuto originario, e per fare questo il comando da dare è unzip archivio_da_estrarre.zip. Quindi, per riavere il contenuto del file appena zippato ci basta fare:
$ unzip assembly.zip
Archive: assembly.zip
inflating: assembly.ppt
Et voilà :)


Zippiamoli in tanti.

Se invece vogliamo comprimere più files contemporaneamente la sintassi da dare è zip nomenuovo.zip file1 file2 ... fileN. Naturalmente, come tutti sanno un esempio vale più di mille parole, perciò vi mostrerò la compressione di alcune delle mie presentazioni del corso di elettronica
$ zip elettronica.zip algebra_boobleana.ppt assembly.ppt diodi.ppt
adding: algebra_boobleana.ppt (deflated 81%)
adding: assembly.ppt (deflated 84%)
adding: diodi.ppt (deflated 71%)
Ed ecco le tre presentazioni unite in un unico file di soli
$ ls -lh
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 233K 2004-10-13 14:57 algebra_boobleana.ppt
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 185K 2003-03-04 08:21 diodi.ppt
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 125K 2009-09-16 01:32 elettronica.zip
125Kb!! Contro i 233+171+185 iniziali :) (si, mi scoccia fare il conto :P)
Naturalmente se vogliamo possiamo anche comprimere l'intera cartella, in modo tale che chi dovesse scompattare l'archivio non si ritrovi 3 (ma potrebbero essere 100) files buttati nel mezzo, ma una comoda cartella che contiene li stessi. La sintassi per comprimere una cartella è del tutto simile, nel nostro caso gli elementi erano già presenti in una cartella chiamata "Elettronica", quindi vado indietro di una directory (con cd ..) e zippo:
:~/Documenti/Elettronica$ cd ..
:~/Documenti$ zip elettronica.zip Elettronica
adding: Elettronica/ (stored 0%)

Proteggere gli archivi con password

Possiamo naturalmente immettere una password, e far criptare il contenuto dell'archivio, in modo tale che solo chi desideriamo sia in grado di scompattarlo e soprirne i files. Per fare questo l'opzione è -e, ed immediatamente dopo il sistema ci chiederà la password da inserire (e ci chiederà per sicurezza di riconfermarla). Vediamo un esempio:
$ zip -e elettronica.zip Elettronica
Enter password:
Verify password:
adding: Elettronica/ (stored 0%)
Naturalmente, poi, all'utilizzo di unzip tale password ci verrà richiesta
$ unzip elettronica.zip
Archive: elettronica.zip
[elettronica.zip] Elettronica/ password:
creating: Elettronica/

Compressione o velocità?

Naturalmente, archiviando un file è possibile decidere il grado di compressione con cui verrà preparato l'archivio. Questo grado può essere scelto da 0 a 9, dove 0 indica compressione nulla e velocità massima, e 9 compressione massima e velocità minima. Possiamo fare alcune prove per verificare l'effetto di questi parametri:
$ zip -9 doc.zip doc.dvi
updating: doc.dvi (deflated 30%)
antonio@ubuntu:~$ zip -0 doc.zip doc.dvi
updating: doc.dvi (stored 0%)
La differenza è più che evidente. Alla luce della praticamente indistinguibile velocità di compressione (almeno per files non troppo grandi) consiglio sempre di sfruttare l'opzione -9.

Guardiamo dentro un zip

Per elencare i files all'interno di un archivio zip l'opzione di unzip è -l, e va usata nel seguente modo:
$ zip immagini.zip *
adding: banner_gghiotta.png (stored 0%)
adding: banner_gghiotta.xcf (deflated 45%)
adding: bkgr.jpg (deflated 5%)
adding: bkgr.xcf (deflated 41%)
adding: desktop.png (deflated 1%)
adding: kiwi.png (deflated 0%)

$ unzip -l immagini.zip
Archive: immagini.zip
Length Date Time Name
-------- ---- ---- ----
25231 09-14-09 18:02 banner_gghiotta.png
150838 09-14-09 18:01 banner_gghiotta.xcf
201257 09-15-09 01:49 bkgr.jpg
879834 09-15-09 01:49 bkgr.xcf
423413 09-15-09 01:52 desktop.png
172489 09-14-09 21:09 kiwi.png
-------- -------
1853062 6 files
Qui ho mostrato un altro uso dei caratteri speciali, scrivendo zip immagini.zip *, il carattere "*" mi ha permesso di dire "tutti i files", cosicchè l'archivio andasse a contenere tutti i files presenti nella directory in cui mi trovavo. Poi il comando unzip -l immagini.zip mi permette di vedere il contenuto dell'archivio, inclusi peso (totale e del singolo files, relativi sempre ai file non compressi), data e ora dell'ultima modifica e nome.

Check UP

Se infine vogliamo controllare se il contenuto del nostro file si è rovinato con il tempo (eh si, i zip invecchiano :P) possiamo sfruttare l'opzione -t:
$ unzip -t immagini.zip
Archive: immagini.zip
testing: banner_gghiotta.png OK
testing: banner_gghiotta.xcf OK
testing: bkgr.jpg OK
testing: bkgr.xcf OK
testing: desktop.png OK
testing: kiwi.png OK
No errors detected in compressed data of immagini.zip.

Come sempre la mia è stata una spolverata per farvi tornare alla mente i principi base (ormai nessuno più compatta/scompatta da terminale, e in ambito Linux/Unix spesse volte è usato tar/gzip, cui probabilmente dedicherò un post) della compressione in zip, che può farvi molto comodo essendo la più usata in ambito windows, e quindi vi permette ottima portabilità dei vostri archivi.
Come sempre le informazioni migliori non si ottengono da questo post ma dall' --help del comando, che vi consiglio vivamente di visualizzare.

Ciao a tutti!
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Uno dei comandi della bash maggiormente usati è ls che permette di conoscere il contenuto della cartella nella quale ci troviamo, per esempio (nel mio computer) se do il comando ls ottengo:
$ ls
Documenti Immagini Musica Scrivania
examples.desktop Modelli Pubblici Video
Ma questo comando offre molto di più della mera elencazione dei files nella directory corrente, ma ha tutta una serire di opzioni, molte delle quali le illustrerò in questo post :)

Nota: a causa della risoluzione del blog, il listato di alcuni comandi è un pò... illeggibile :P per capire bene di cosa parlo, più che guardare l'output dei comandi da me postato, provate a usare i comandi sul vostro terminale mentre leggete.

Scelta directory.

Non dobbiamo necessariamente navigare fino alla cartella di cui vogliamo conoscerne il contenuto, ma possiamo direttamente specificare il percorso, relativo (ovvero partendo dalla cartella in cui ci troviamo) oppure assoluto (partendo dal file system), ad esempio:
$ ls Documenti
chimica da_fare.txt ebay liste.txt personali uni

I nascosti.

Come sapete, la nostra /home pulula di files e cartelle nascosti (quelli preceduti da un puntino). Per comodita (siccome ne è rara la modifica) il comando ls> non li visualizza; se vogliamo fare in modo che vengano mostrati basta eseguire il comando con l'opzione -a (--all):
$ ls -a
. examples.desktop .icons .recently-used
.. .fontconfig Immagini .recently-used.xbel
.adobe .gabedit-2.1.8 .kde Scrivania
..........
.easychemrc .gvfs .pulse-cookie .xdrawchemrc
.esd_auth .ICEauthority .qt .xsession-errors
Ogni volta che eseguirete il comando con l'opzione all noterete la presenza di due directory, contrassegnate da un puntino o da due puntini: è normale, come sicuramente saprete rappresentano la directory corrente (il puntino) e la precedente (i due puntini).

Liste con la virgola

Se invece che incolonnati, preferite vedere i vostri risultati divisi da una virgola, basta dare l'opzione -m (--format=commas), come nell'esempio:
$ls -m
Documenti, examples.desktop, Immagini, Modelli, Musica, Pubblici, Scrivania, Video
E' utilissimo quando ad esempio volete scrivere un file con la lista di ciò che c'è in una cartella, basta redirigere il comando nel file desiderato, con un comando del tipo
$ls -m > lista.txt

Liste in colonna

Se invece delle virgole preferite un unica colonna, l'opzione che fa al caso vostro è -1 (--format=single-column):
$ ls -1
Documenti
examples.desktop
Immagini
Modelli
Musica
Pubblici
Scrivania
Video

Sfruttare i caratteri speciali.

In questo post ho spiegato l'utilizzo dei caratteri speciali; naturalmente sono utili anche con il comando ls, per esempio supponiamo di avere una cartella piena zeppa di musica, ma noi cerchiamo un file .ogg di cui non ricordiamo il nome, ci basterà isolare la ricerca ai files .ogg:
$ ls *.ogg
feel_the_love.ogg un_avventura.ogg
Potete sbizzarrirvi come volete sfruttando i caratteri speciali


Ricorsività

Se rendiamo il comando ricorsivo tramite l'opzione -R (--recursive) otterremo nonsolo la lista degli elementi presenti nella cartella corrente, ma anche la lista degli elementi presenti in tutte le sottodirectory della cartella attuale! Ecco un esempio:
$ ls -R
.:
battisti harder_better_faster_stronger.mp3 house

./battisti:
fiori_rosa.ogg un_avventura.ogg

./house:
feel_the_love.ogg poker_face.mp3

I dettagli

Se volete conoscere i dettagli di ogni file listato, il comando che dovete dare è ls -l (--format=long). L'interpretazione dei suoi risultati potrebbe però risultare un pò criptica per chi non sa come comprenderli, quindi vediamo adesso il significato dell'output di questo comando.
Un esempio del suo uso è il seguente
$ ls -l
totale 124
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 1004 2009-09-12 11:54 doc.dvi
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 557 2009-09-14 16:40 doc.tex
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 490 2009-09-14 16:40 doc.tex~
drwxr-xr-x 6 antonio antonio 4096 2009-09-14 16:54 Documenti
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 357 2009-09-12 03:26 examples.desktop
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 0 2009-09-14 17:33 harder_better_faster_stronger.mp3
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Immagini
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 7224 2009-09-12 03:49 latex_blog.txt~
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 3507 2009-09-14 16:41 listing.sty
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Modelli
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-14 17:36 Musica
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Pubblici
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-14 00:58 Scrivania
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 64514 2009-09-12 03:40 tux.png
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Video
La scritta totale 124 ci da informazioni su quanti files/cartelle sono presenti nella directory corrente (naturalmente il numero è inferirore agli elementi riportati in quanto include anche quelli nascosti).
Il nome dell'elemento che stiamo considerando è la prima scritta che troviamo sulla destra di ogni riga; spostandoci più a sinistra troviamo la data e l'ora dell'ultima modifica del file corrispondente, ed ancora più a sisnistra possiamo trovare il peso in byte. Le colonne con i due nomi utenti indicano il proprietario del file ed il gruppo cui il file appartiene.
Il numero presente nella penultima colonna (partendo da destra) indica quanti puntatori esistono per quel file o quanti elementi contiene quella directory.
Infine la colonna più ostica: quelle "r", "w" e "x" apparentemente messe a caso. Dividiamo questa strana parola in questo modo:
d rwx rwx rwx
Il primo carattere ci indica che tipo di elemento stiamo considerando:
  • - indica un file o un eseguibile
  • d una directory
  • l un link
  • s un Socket
  • b sta per Block Device
  • c per Character device
  • p per Named Pipe
Adesso analizziamo gli altri tre gruppi, tenendo a mente che:
  • r significa permesso di lettura (reading)
  • w permesso di scrittura (writing)
  • x permesso di esecuzione (executable.... o na cosa del genere :P)
  • - indica la mancanza di quel permesso
La prima parte indica i permessi del proprietario del file, la seconda i permessi del gruppo di appartenenza e la terza i permessi per gli altri utenti. Ricapitolando:
Tipo Proprietario Gruppo Utenti
Per chiarire facciamo un esempio, prendiamo la cartella Musica, la sua riga è
drwxr-xr-x
che possiamo dividere come
d rwx r-x r-x
Adesso, la prima d ci indica che è una directory, il primo rwx significa che il proprietario ha permessi di scrittura, lettura e esecuzione; il secondo r-x significa che il gruppo ha permessi di lettura e esecuzione, ma non di scrittura (manca la w sostituita da -); infine il terzo r-x significa che gli altri utenti hanno permessi di lettura e esecuzione, ma non di scrittura


Ordinare per data o estensione.

Se vogliamo ordinare i risultati secondo data e ora dell'ultima modifica, l'opzione da dare è -t (--time).
Se invece preferiamo ordinare i contenuti per estensione l'opzione che dobbiamo includere è -X, come nell'esempio
$ ls -X
Documenti Pubblici doc.dvi doc.tex
Immagini Scrivania harder_better_faster_stronger.mp3 doc.tex~
Modelli Video tux.png latex_blog.txt~
Musica examples.desktop listing.sty

That's all folks

Il comando ls ha ancora molte chicche, che potete naturalmente scoprire tramite l'onnipresente --help. Per ora è tutto gente, alla prossima!
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Solitamente tutti noi siamo abituati a scrivere i nostri documenti con processori di testo come Open Office Writer, Microsoft Word (spero di no), ed altri editor del tipo WYSIWYG (What You See Is What You Get, ovvero "ciò che vedi è ciò che ottieni), che ci danno un immagine a schermo della pagina così come verrà stampata.

Questo approccio di lavoro può essere positivo per alcuni versi, ma negativo per altri: quante volte avete perso giornate intere a studiare disperatamente quanti spazi inserire per far allineare quella parola a quell'altra, per far trovare il piè di pagina sotto la pagina giusta, per poi aggiungere un rigo in una pagina precedente e vedervi sfumare sotto gli occhi tutto il lavoro fatto? Inoltre, se dovete sfornare un lavoro di stampo tecnico scientifico, gli strumenti che avete a disposizione non sono un granchè: l'indice che va fatto a mano, le formule che graficamente fanno paura e ribrezzo, riferimenti a varie pagine da trovare a mano..

In questi casi, lasciamo che il pc si preoccupi dell'aspetto, e spendiamo il nostro tempo a creare del contenuto di qualità!

In questo senso, ci può venire in aiuto il linguaggio di markup LaTeX (leggesi latek), che ci permette di affrontare le stesure di documenti concentrandoci solo su ciò che vogliamo scrivere: a renderlo bello ci pensa lui.
All'inizio è un pò difficile abbandonare il metodo di lavoro usuale (se volete un salto un pò meno drastico provate LyX, presente nei repository di molte distribuzioni) ma una volta entrati nell'ottica non potrete più farne a meno, e riuscirete a produrre documenti di qualità eccellente in pochissimo tempo.
Bando alle ciance ed iniziamo!

Le basi del LaTeX.

Innanzitutto dobbiamo avere il nostro "compilatore" latex, per fare questo nelle distribuzioni basate Debian basta scrivere in riga di comando
sudo apt-get install texlive-latex-base
Adesso apriamo un editor di testo: consiglio Gedit, che tramite l'opzione Visualizza -> Modalità di evidenziazione -> Markup -> Latex vi permette di rendere più leggibile il sorgente che andrete a scrivere; adesso create e salvate un file che abbia estensione .tex, nel mio caso il file è doc.tex.
Adesso scriviamo queste righe nel file:
\documentclass{article}
\title{Primo documento in Latex}
\author{ubunturock.blogspot.com}
\date{12 Settembre 2009}

\begin{document}
   \maketitle
   Questo è il nostro primo documento in LaTeX, vediamo come automaticamente il programma ha creato un rientro per rendere leggibile (e professionale) il nostro articolo).

Inoltre l'andare a capo, viene interpretato come un inizio di un nuovo paragrafo, infatti la riga vuota sopra non viene stampata. Anche mettere    mille     spazi non fa differenza, perchè LaTeX ne scriverà uno solo. Daltronde, a che servono troppi spazi??

% E come ogni linguaggio che si rispetti ci sono i commenti! (come questo)
\end{document}
Adesso apriamo un terminale e scriviamo
latex doc.tex
Abbiamo appena creato un file doc.dvi, presente nella stessa cartella di doc.tex, che è il nostro documento pronto! Se volete il documento in pdf vi basta scrivere
pdflatex doc.tex
Stupendo no? E siamo ancora agli inizi. Cerchiamo comunque di capire cosa è successo.
Prima di \begin{document} abbiamo detto al latex chi sono titolo (con \title{}), autore (\author{}) e data di creazione del documento (\date{}), questi dati vengono memorizzati in variabili e conservati; poi inizia il documento vero e proprio (con \begin{document}) e facciamo stampare a latex titolo, autore e data tramite il comando \maketitle. Poi inizia il testo, bisogna ricordare alcune cose: quando latex vede almeno una riga vuota la interpreta come nuovo paragrafo, inoltre non interessa quanti spazi scrivete tra due parole, questi verranno sempre considerati come uno spazio solo! Inoltre, la riga dopo il carattere % viene considerata commento, e quindi non stampata nel file.

Siete ora pronti per approfondire un pò la scrittura di documenti in LaTeX

Sezioni ed Elenchi.

A meno che non stiate scrivendo la lettera per la vostra amata (ma vi assicuro, col Latex si fa anche questo, e bene!), avrete spesso bisogno di dividere il vostro documento in sezioni e sottosezioni: niente di più semplice! Una sezione si crea con \section{Nome Sezione}, mentre per fare le sottosezioni è necessario la scrittura di \subsection{Nome sottosezione}, ah per chi interessa esiste anche \subsubsection, e \subsubsub...

Inoltre spesso avremo la necessità di creare elenchi numerati e non. Ogni elemento di un elenco va scritto come
\item Testo dell'elemento
Per gli elenchi numerati la scrittura degli \item va posta tra \begin{enumerate} e \end{enumerate}, per quelli puntati tra \begin{itemize} e \end{itemize}.
Infine potete utilizzare gli item per fare delle descrizioni, sfruttando questa sintassi
\begin{description}
\item[elemento1] descrizione elemento1
\item[elemento2] descrizione elemento2
.....
\end{description}
Per far capire come usare tutto questo proviamo a scrivere un documento che spieghi ad un utente Ubuntu come creare uno screenshot del proprio desktop:
\documentclass{article}
\title{Screenshot Ubuntu}
\author{ubunturock.blogspot.com}
\date{12 Settembre 2009}

\begin{document}
   \maketitle
   In questo documento spiegher\'o i passi fondamentali per salvare uno screenshot del vostro desktop

   \section{Acquisire l'immagine}
   Preparare il desktop per l'acquisizione dell'immagine e poi seguire i seguenti passi
   \begin{enumerate}
      \item Aprire il programma "Cattura Schermata" da Applicazioni, Accessori.
      \item Cliccare su cattura schermata
      \item Rinominare il file a piacere e poi cliccare su salva
   \end{enumerate}

   \subsection{Altre opzioni}
   Il software Cattura Schermata offre anche altre opzioni:
   \begin{description}
      \item[Cattura la finestra corrente] Cattura solo la finestra attualmente aperta.
      \item[Cattura un area selezionata] Permette di creare un rettangolo virtuale sullo schermo, che delimiter\'a l'area di cattura del software.
      \item[Cattura dopo un ritardo di] Vi permette di inserire il valore di secondi che desiderate trascorrano tra il momento in cui premete il pulsante "Cattura Schermata" al momento in cui il software catturer\'a l'immagine.
   \end{description}

   \section{Altri Tools}
   Vi sono altri tools installati di defaul in Ubuntu, che vi consiglio di provare, tra i quali
   \begin{itemize}
      \item Analizzatore di utilizzo del disco
      \item Calcolatrice
      \item Note Tomboy
   \end{itemize}

% Ammazza che figo latex!
\end{document}

Inseriamo le Figure.

Adesso vediamo come inserire figure all'interno di un documento LaTeX. Innanzitutto necessitiamo dell'inclusione del pacchetto graphicx, il che si può fare scrivendo \usepackage{graphicx}; adesso necessitiamo di un immagine che deve necessariamente trovarsi all'interno della cartella contenente il file .tex su cui stiamo lavorando, e per includere l'immagine useremo il comando \includegraphics{nomeimg}[tbh]: Attenzione! L'immagine deve essere in formato EPS, quindi convertitela (magari con GIMP o Inkscape). Infine, possiamo creare un riferimento all'immagine all'interno del testo con il comando \ref{nomeimg}; vediamo:
\documentclass{article}
\usepackage{graphicx}
\title{Prova Immagine}
\author{ubunturock.blogspot.com}
\date{12 Settembre 2009}

\begin{document}
   \maketitle
   Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Quisque ultricies, nulla a fermentum lobortis, elit urna luctus lectus, eu convallis nisl mauris ac ante. Aliquam vitae dui at lorem varius commodo. Praesent accumsan, quam venenatis fermentum fringilla, lacus ligula luctus lacus, eu fermentum lorem ligula quis tellus.
  \begin{figure}[tbh]
  \includegraphics{tux.eps}
  \caption{\label{tux}Il nostro pinguino in formato RAP}
  \end{figure}
  Se questa fosse una relazione scientifica dovrei dire: "Come potete constatare nell'immagine \ref{tux} la situazione dei pinguini sta raggiungendo livelli spaventosi!

% Ammazza che figo latex!
\end{document}

Tips and Tricks.

Avverto in anticipo che in questo post mostrerò solo l'1% di quello che latex può fare, ma non posso non parlarvi delle due cose che più mi fanno amare questo linguaggio di markup.

In primis, le macro! Se abbiamo un comando che ripetiamo spesso, ma che è lungo da digitare, latex ci permette di creare unaa macro per evitare di scrivere ogni volta una mezza cantica di divina commedia, sfruttando il comando \newcommand ed pacchetto xspace (per una questione di spazi); ecco un esempio:
\documentclass{article}
\usepackage{xspace}
\title{Prova newcommand}
\author{ubunturock.blogspot.com}
\date{12 Settembre 2009}

\begin{document}
   \maketitle
   \newcommand{\scf}{supercalifragilisticch\'espiralitoso}
   Grazie a questa fantastica funzione io posso scrivere \scf, \scf, \scf e \scf 4 volte scrivendo appena 16 lettere!

\end{document}

Un altra cosa che mi fa impazzire di latex sono le note a piè di pagina! Mi raccomando, non fatevi prendere la mano come me, non usatele al posto delle parentesi :P Comunque sia, il comando per generare una nota a piè di pagina è \footnote{testo}; vediamolo all'opera:
\documentclass{article}
\title{Test delle note a pi\'e pagina}
\author{ubunturock.blogspot.com}
\date{12 Settembre 2009}

\begin{document}
   \maketitle
   Sono pienamente consapevole\footnote{E lo dico senza alcuna vergogna} che una volta che vi avrò insegnato come usare le note a pi\'e di pagina la met\'a dei vostri documenti avr\'a mezza pagina di testo e mezza di note\footnote{Questo se tutto andr\'a bene...}
  
   Buon divertimento con LaTeX! 

\end{document}


Adesso avete avuto una buona infarinatura di LaTeX, per vedere cosa è capace di fare dopo un pò di pratica e per approfondire, potete trovare a questo indirizzo la guida L'arte di scrivere con Latex, scritta naturalmente... in Latex ;)
Leggi tutto...

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terminal Quest’oggi voglio rinfrescarvi la memoria su tre indispensabili alleati nell’utilizzo della bash di linux. In ordine (ma non per importanza) vi presento: ? (punto interrogativo), * (asterisco) e [ ] (parentesi quadre).

Supponiamo di avere una cartella in cui sono presenti i seguenti files:

ciao1.txt

ciao2.txt

ciao3.txt

ciao4.txt

ciao5.txt

ciao6.txt

ciao7.txt

ciao8.txt

ciao9.tzt

ciao10.txt

ciao11.txt

ciao12.txt

ciao13.txt

ciao11.ogg

Vediamo adesso, sfruttando questa cartella ipotetica, cosa possiamo fare con i nostri fantastici tre.

Punto “ogniLettera” interrogativo.

Il primo simbolo che andremo ad analizzare è il punto interrogativo. Questo carattere viene interpretato (dalla shell) come “qui ci può stare qualsiasi carattere”. Lo so, il mio linguaggio tecnico non è dei migliori, ma un esempio sono sicuro cancellerà ogni dubbio.

Supponiamo di scrivere in un terminale

rm ciao?.txt

La nostra shell, adesso, rimuoverà i seguenti files ciao1.txt ciao2.txt ciao3.txt ciao4.txt ciao5.txt ciao6.txt ciao7.txt ciao9.txt ciao9.txt, ma lascerà stare gli altri, in quanto uno ha un estensione diversa (.ogg) rispetto a quella richiesta, e gli altri non rientrano nella richiesta, in quanto non hanno “un carattere qualsiasi tra ciao e .txt” ma due caratteri.

Allo stesso modo, scrivere

rm ciao1?.txt

eliminerà ciao11.txt ciao12.txt e ciao13.txt.

Asterisco, detto “tutto fa brodo”.

Il secondo carattere speciale è l’asterisco. Il significato di questo simbolo è “al mio posto va bene tutto, quanti e quali caratteri vuoi”. Per capirci, se scriviamo

rm ciao*.txt

verranno rimossi tutti i files tranne ciao11.ogg, per via dell’estensione differente. Se scriviamo

rm ciao1?.*

verranno rimossi ciao11.txt ciao12.txt ciao13.txt ciao11.ogg: infatti vengono rimossi tutti i files inizianti per ciao1 (poi, il carattere successivo può essere qualsiasi carattere per via del punto interrogativo) e di qualsiasi estensione (per via dell’asterisco). Se scrivessi

rm *.txt

verrebbero rimossi tutti i files con estensione .txt (quindi resterebbe solo ciao11.ogg). Nel caso in cui io scrivo

rm ciao*

verrebbe cancellato tutto (ma se ci fosse, ad esempio, un file chiamato pippo.txt quello resterebbe intoccato), mentre per eliminare l’intero contenuto della cartella corrente basta scrivere

rm *

La coppia quadrata.

Ultimo carattere speciale, ma non per importanza, che mi accingo a mostrare è la parentesi quadra. I caratteri tra parentesi quadra si comportano come una lista, che può essere definita per enumerazione o per intervallo.

Per capirci, [37] vuol dire “3 o 7”, quindi se in un terminale scrivo

rm ciao[37].txt

verranno eliminati i files ciao3.txt e ciao 7.txt. Se invece voglio definire la lista per intervallo, basta scrivere (ad esempio) [3-7] che indica tutti i numeri da 3 a sette (compresi), ragion per cui scrivendo in un terminale

rm ciao[3-7].txt

vedrò cancellare dalla cartella i files ciao3.txt, ciao4.txt, ciao5.txt, ciao6.txt e ciao7.txt.

Spero di avervi un pò rinfrescato la memoria dei rudimenti della bash linux. Sono piccoli dettagli che spesso vengono dimenticati, ma che in alcuni casi possono davvero semplificare la vita dell’utente pinguinese :)

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Ieri mi sono trovato in una grave situazione. Avevo sotto mano il gioco Assassin's Creed e la fisiologica necessità di giocarci. Così, scopro che in Wine non gira e l'unico modo è... avere Winzozz! Perciò, mi sono un pò documentato sul web e ho studiato il modo di installare (anche se me ne vergogno a dirlo) Windows su un pc contenente Ubuntu: Buona lettura


Prerequisiti. Bisogna scaricare il LiveCD della propria distro di Ubnuntu, e la ISO di Super Grub (la trovate qui http://www.supergrubdisk.org/index.php?pid=5) e masterizzarle su due CD differenti. Inoltre (naturalmente) bisogna possedere il disco di installazione di Windows (nel mio caso XP)


Partizionare. Per prima cosa bisogna creare la partizione su cui verrà installato Windows. Nel mio computer il disco rigido era diviso in due partizioni, una per Ubuntu Jaunty ed una di SWAP. Per ridimensionare la partizione ho inserito il cdLive di Ubuntu 9.04, ho fatto il boot da CD riavviando e ho aperto l'editor delle partizioni (in Sistem -> Administration -> Partition Editor).
Qui ho ridimensionato la partizione con Ubuntu, lasciando 50GB vuoti. Questi 50GB li ho fatti diventare Vista, con file system NTFS (clicca qui per vedere l'immagine), inoltre gli ho dato il Label "win" per riconoscere meglio la partizione durante l'installazione.
Infine ho premuto applica per far eseguire il lavoro a Gparted. Riavviamo.


Installare Windows. Adesso è il momento dell'installazione. Inseriamo il cd di Windows e facciamo partire. Godiamoci la scarna grafica del menù di installazione di Windows (ehh che belli i CD live eh??) e facciamo attenzione ad installare nella partizione giusta (non vogliamo perdere ubuntu!). Una volta installato riavviamo e spaventiamoci, perchè non potremo più far partire Ubuntu ma solo Windows, ma niente paura :) Riavviamo inserendo il cd di Super Grub e ripristiniamo il Grub.


Inserire windows nel GRUB. Adesso possiamo di nuovo scegliere Ubuntu, ma non windows. Per ovviare a ciò entriamo in Ubuntu e in un terminale digitiamo
gksudo gedit /boot/grub/menu.lst
Una volta aperto il file dobbiamo editare il menù del grub in questo modo. Inseriamo prima di "### END DEBIAN AUTOMAGIC KERNELS LIST" il seguente testo:
title Windows XP
root (hd,)
makeactive
chainloader +1
Adesso dobbiamo fare un pò di attenzione. Al posto di dobbiamo inserire in quale HDD è presente vista (Supponiamo nel primo, allora sarà 0, nel secondo 1, nel terzo 2 ecc...). Al posto di dobbiamo scrivere in che partizione di quell'HDD è installato Windows (Se è la prima 0, se è la seconda 1, se la terza 2 ec...).
Ad esempio, nel mio caso Windows era installato nel primo HDD (hd0) nonchè unico, ed era la seconda partizione (1), quindi il codice risulta così:
title Windows XP
root (hd0,1)
makeactive
chainloader +1
Ricordate! La numerazione parte da 0, quindi l'n-esima partizione sarà la partizione di numero n-1. Stessa cosa per gli HDD.
Adesso salvate tutto, e all'avvio potrete scegliere tra Ubuntu o Windows (la prima scelta è altamente consigliata).


Mi raccomando! Installare Windows solo in veri casi di emergenza e necessità!


Per incomprensioni, aiuti o correzzioni potete lasciare un commento :)
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Chi non conosce Guitar Hero? E' uno dei "simulatori" musicali che più ha sbancato sulle console e i computer di mezz mondo.

Ebbene, come poteva non esisterne un alternativa free per gli utenti Linux (ma anche Windows e Mac)? Si chiama Frets on Fire, ed è divertente tanto quanto (se non di più di) Guitar Hero! Ed in più è gratuito :P Vediamo come installarlo e usarlo sul nostro pc targato pinguino.

Per la maggiorparte delle distro (io farò riferimento ad Ubuntu) è disponibile nei repository, quindi andate su "Sistema -> Amministrazione -> Gestione Pacchetti Synaptic" ed installate "fretsonfire", con tutte le dipendenze che si porta dietro :)

Nel caso che non fosse presente nei repository della vostra distro lo potete scaricare da questa pagina.

Una volta installato il programma lanciamolo (in Ubuntu lo troverete sotto "Applicazioni -> Giochi"). Il consiglio adesso è seguire il tutorial (nonostante le abbondanti offese che vi farà la voce guidata :P).

Comunque i tasti sono gli [F1], [F2], [F3], [F4], [F5] e il pick è il tasto [Invio]. Impugnate la tastiera a mo di chitarra come nell'immagine sopra, e cominciate a suonare

Se volete scaricare ulteriori pezzi, potete andare sul forum del gioco e scaricarne quelle che preferite. Scrivo un piccolo tutorial per capire come installare nuove canzoni:
  • Create una cartella nella vostra home chiamata "frets_on_fire"
  • Estraeteci la cartella della canzone appena scaricata (supponiamo la cartella si chiami "canzone")
  • Supponendo che il vostro user sia "user" date in un terminale
    sudo mv /home/user/frets_on_fire/canzone /usr/share/games/fretsonfire/data/song
  • Adesso fate partire il gioco e troverete la canzone :)

Che il rock sia con voi!!
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Questa (lunga :D) guida vi guiderà passo passo nella trasformazione grafica di Ubuntu in quella di Mac OS X.

Poche chiacchiere ed iniziamo! :D

Download:
Scaricate i temi Mac4Lin ed estraeteli nella vostra cartella Home.

Preparazione:
Dobbiamo verificare l'esistenza di alcune cartelle nella vostra home. Aprite la vostra Home e premete Ctrl + H per vedere i files nascosti, e verificate l'esistenza di .themes, .fonts, .emerald. Se non esistono createle :)

Installazione:
Muoviamoci nella cartella "Mac4Lin_v1.0_RC1" e facciamo partire lo script Mac4Lin_Install_v1.0_RC.sh scrivendo questi comandi in un terminale
cd Mac4Lin_v1.0_RC1
sh Mac4Lin_Install_v1.0_RC.sh
Adesso il desktop dovrebbe sembrarvi già più in stile Mac :D e già non è male... ma ancora c'è molto da fare!

Installazione Avant Windows Navigator:
Per funzionare, AWN ha bisogno di avere Compiz installato, quindi (se già non l'avete installato nel vostro Ubuntu) seguite la parte di guida blu, altrimenti saltate alla parte successiva

Andate su "Sistema -> Preferenze -> Aspetto" e cliccate sulla tab "Effetti Visivi" ed impostateli su "Aggiuntivi"

AWN è compresa già nei repository di Jaunty, perciò per installarla basta dare in un terminale il comando
sudo apt-get install avant-window-navigator
Una volta installata, dobbiamo configurarla, quindi andiamo su "Preferenze -> AWN Manager", e successivamente su "Themes". Clicchiamo "Aggiungi" e navighiamo fino alla cartella "Mac4Lin_v1.0_RC1 -> AWN" ed apriamo "Mac4Lin_AWN_v1.0_RC.tar.gz". Selezioniamola, clicchiamo "Applica" e chiudiamo.

Adesso dobbiamo eliminare il pannello inferiore (non ci servirà più). Basta cliccarci sopra con il tasto destro e selezionare "Elimina questo Pannello". Riempiamo il "buco" appena fatto :D Clicchiamo su "Applicazioni -> Accessori -> Avant Windows Navigator". Per Aggiungerci applicazioni basta trascinarne l'icona sulla Barra AWN.

Per far in modo che AWN parta ad ogni avvio, bisogna fare questa procedura. Andate su "Sistema -> Preferenze -> Applicazioni all'avvio", cliccate "Aggiungi" e poi inserite questi parametri
  • Nome: Avant Window Navigator
  • Comando: avant-window-navigator
Installare Caratteri Mac:
Adesso impostiamo i caratteri "smussati" del Mac. Andiamo su "Sistema -> Preferenze -> Aspetto" e successivamente sulla tab "Tipi di Carattere". Impostiamoli così:
  • Carattere per applicazioni: Bitstream Vera Sans Roman / 10
  • Carattere per documenti: AquaBase / 9
  • Carattere per scrivania: Trebuchet MS Grassetto / 9
  • Carattere per titolo finestre: Lucida Grande Bold / 9
  • Carattere a larghezza fissa: Andale Mono Normale / 10
  • Resa a schermo: Sfumatura Subpixel (LCD)
Installazione Global Menu:

Per32bit:
Scaricate questo file nella vostra Home. Adesso per portarlo in .deb dobbiamo usare un programmino chiamato alien, perciò scriviamo in un terminale
sudo apt-get install alien
sudo alien --scripts gnome-globalmenu-0.7.1-1.fc10.i386.rpm
Adesso abbiamo il file gnome-globalmenu-0.7.1-1.fc10.i386.deb nella nostra home. Facciamo doppio click su di esso ed installiamo!

Per 64 bit:
Procedura un pò più macchinosa. Apriamo un terminale, e scriviamo
gedit .gnomerc
Incolliamo nel file il seguente testo
# Uncomment to load the GTK module
export GTK_MODULES=globalmenu-gnome
# Uncomment to tell the GTK module to open a Gtk
# TreeView for all menus in the application you start.
# export GNOMENU_FUN=1
# Uncomment to disable global menu.
# export GNOMENU_DISABLED=1
# Uncomment to print a lot of debugging messages
# export GNOMENU_VERBOSE=1
# Uncomment to save the debugging messages to the given file.
# export GNOMENU_LOG_FILE=/tmp/gnomenu.log
# uncomment to disable the plugin for specific programs.
# export GTK_MENUBAR_NO_MAC="fast-user-switch-applet"
E salviamo.
Sempre nel terminale diamo
gksu gedit /etc/apt/sources.list
ed alla fine del file appena apparso scriviamo
deb http://ppa.launchpad.net/globalmenu-team/ubuntu intrepid main
Salviamo e chiudiamo. Poi aggiorniamo la lista applicazioni con
sudo apt-get update
Ed installiamo con
sudo apt-get install gnome2-globalmenu
Per tutti:
Adesso che abbiamo installato global menu, dal pannello superiore, eliminiamo le icone di avvio rapido e il menu (quello con scritto Applicazioni Risorse Sistema) cliccandoci sopra con il destro e premento "Rimuovi dal Pannello".

Adesso clicchiamo con il destro in un punto vuoto del pannello e selezioniamo "Aggiungi al Pannello" e poi clicchiamo su "Cerca file..."
Adesso clicchiamo in alto a sinistra del pannello col destro, ed aggiungiamo "Global Menu Panel Applet". Tranquilli se cliccando aggiungi non vedrete nulla!! Ora lo aggiustiamo :)
Cliccate col destro dove "dovrebbe essere" il Global Menu e selezioniamo "Impostazioni" e poi spuntiamo "Modulo GTK+" e de-spuntiamo "Icone"

Adesso dovrebbe funzionare ;)

Cambio Cursore:
Andiamo su "Sistema -> Preferenze -> Aspetto" e clicchiamo su personalizza e poi sul tab "Puntatore" e scegliamo il puntatore di Mac4Lin.

Finestra d'Accesso:
In "Sistema -> Preferenze -> Finestra d'accesso" in "locale" scegliamo la finestra d'accesso di Mac4Lin.

Bene! Dovremmo aver finito :) Riavviate e godetevi il vostro desktop stile Mac! Se ci dovessero essere problemi lasciate un commento e vi aiuterò :)
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di GiovanniBenn

In questa guida parlerò di una simpatica applicazione per il desktop di ubuntu. Avete sempre sognato di avere sul vostro desktop i winget di Mac (quelli che poi ha copiato Vista)? Per avere tutto questo non dovete fare altro che installare Screenlets.
L'installazione è molto semplice, basta apire un terminale e scrivere
sudo apt-get install screenlets
Da questo momento, all'interno di Applicazioni -> Accesori avrete il software Screenlets pronto all'uso

Inserire uno screenlet. Per inserire uno screenlet, cliccate su Screenlets in Applicazioni -> Accesori, poi sullo screenelts che preferite, e successivamente su Launch/Add; adesso lo screenlet sarà apparso nel desktop e potete spostarlo dove volete tramite l'utilizzo del mouse. Per modificare le proprietà dello screenlet clicate col destro su di esso e poi su Properties.
La nostra guida si centrerà sull'istallazione e personalizzazione dello screenlet CleaWeater, quindi lanciate quest'ultimo sul desktop.

Installazione CleanWeater. Andiamo su http://www.weather.com/ e ineriamo il nome della nostra città; adesso diamo un occhiata alla barra degli indirizzi del nostro browser e copiamo il codice ITXXXXX (vedi questo esempio). A questo punto clicchiamo con il tasto destro sul nostro screenlet e successivamente Zip code; abbiamo quasi concluso, non ci resta altro che incollare il nostro codice e cliccare su OK!!!

Il nostro screenlet meteo è pronto all'uso.
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In questo articolo vi parlerò di XBMC (XBox Media Center), che nonostante il nome molto microsoftiano, non bisogna dimenticare che si tratta di un alternativa Open Surce che ha vinto perfin l'Open Source Multimedia application award!

XBMC si presenta come un gestore multimediale graficamente accattivante e dall'intuitivo utilizzo, che nulla ha da invidiare a media center come quelli presenti in windows vista o 7.

Installazione. Andiamo in Sistema -> Amministrazione -> Sorgenti Software, clicchiamo su Software di Terze Parti; clicchiamo su Aggiungi ed inseriamo queste due righe
deb http://ppa.launchpad.net/team-xbmc/jaunty-ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/team-xbmc/jaunty-ppa/ubuntu jaunty main
Adesso per autenticare questi repository andiamo scarichiamo questa chiave, copiamola in un file di testo e salviamola da qualche parte (es. in Home). Adesso, in Sorgenti Software clicchiamo su Autenticazione ed importiamo la chiave appena salvata.
Andiamo apriamo un terminale e digitiamo
sudo update-apt-xapian-index
Adesso finalmente andiamo su Synaptic e potremo installare XBMC :)

Installando XBMC in questo modo non solo avremo la possibilità di installarlo e disistallarlo comodamente da synaptic, ma il nostro media center si aggiornerà ogni qual volta sia necessario, senza dover ogni volta scaricare il codice sorgente dal web.
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Come ogni sistema operativo, anche linux si "sporca" col passare del tempo (anche se ci vuole tempo e coraggio per far rallentare ubuntu :P).

Sul forum di ubuntu è stato scritto uno script (tutto italiano :P) per pulire ubuntu, la discussione è reperibile qui; noi intanto vediamo come farlo funzionare e come far si che il nostro ubuntu torni in forma, aggiornato e scattante come non mai :)

  • Apriamo un terminale e digitiamo
    gedit pulizia.sh
  • Incolliamo all'interno del file questo codice, e salviamo
  • Aprite la vostra home, cliccate con il destro sul file pulizia.sh, andate su "Proprietà" e poi sul tab "Permessi", e mettete la spunta a "Consenti l'esecuzione del file come programma"
  • Adesso nel terminale basta scrivere
    ./pulizia.sh
    per iniziare la procedura guidata :)
Vediamo quali aggiornamenti e pulizie apporterà al nostro sistema il precedente script:
  1. Aggiornamento indici pacchetti
  2. Aggiornamento chioavi GPG
  3. Aggiornamento pacchetti
  4. Aggiornamento data e ora di sistema
  5. Aggiornamento kernel
  6. Aggiornamento immagine initramfs del kernel
  7. Verifica pacchetti difettosi
  8. Aggiornamento confiogurazioni di GRUB
  9. Pulizia dipendenze inutili
  10. Pulizia chache dei pacchetti scaricati da repository obsoleti
  11. Pulizia chache dei pacchetti scaricati
  12. Pulizia di tutti i pacchetti ormai diventati obsoleti
  13. Pulizia contenuto di "/tmp"
  14. Pulizia directory "/.thumbnails"
  15. Ricerca e rimozione dei residui di files
  16. Pulizia cestino
  17. Pulizia documenti recenti
  18. Pulzia librerie orfane (da usare con attenzione)
Riavviate, e ammirate un Ubuntu rinato! Il tutto frutto di menti italiane del forum di ubuntu :)
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Impariamo a creare questo pulsante per web graficamente accattivante con The GIMP.
  1. Create un immagine 400x400 circa (basta che sia oltre i 300x300)
  2. Con lo strumento Selezione Ellittica (si attiva premento "E") create un cerchio di 250x250
  3. Impostate il colore di primo piano come #4d2600 e quello di second piano come #e8cc9b
  4. Cliccate sul comando sfumatura e date i seguenti parametri: Spunta su Inverso, Scostamento 20, Forma Radiale, Sovracampionamento adattativo attivato.
  5. Adesso create un gradiente dall'alto al basso della vostra figura (Fig.1)
  6. Restringiamo la selezione di 25px, andando su "Seleziona -> Riduci" e impostando a 25.
  7. Adesso col gradiente impostato come prima facciamo una sfumatura stavolta dal basso verso l'alto (Fig.2)
  8. Adesso creiamo un nuovo layer chiamato cerchio. Restringiamo la selezione di 5px (con lo stesso procedimento di prima), impostiamo il colore di primo piano come #2c1907 e quello di sfondo come #876e42 e facciamo una sfumatura dal basso verso l'alto (Fig.3).
  9. Impostiamo il colore di primo piano come bianco puro, clicchiamo sullo strumento pennello e impostiamo l'opacità al 70%, prendiamo il pennello Circle Fuzzy (19) e impostiamo la scala a 10. Adesso clicchiamo poco più sopra del fondo del pulsante, il risultato dovrebbe essere come quello di Fig. 4
  10. Creiamo un nuovo layer e chiamiamolo "ombra 1". Fatto ciò allarghiamo la selezione ("Seleziona -> Allarga") di 1px.
  11. Adesso riempite la selezione di nero con lo strumento "Riempimento di Colore", poi andate su "Seleziona -> Sfumata", impostate su 20.0, premete OK e poi cliccate il tasto [Canc]. Risultato in Fig. 5
  12. Duplicate il layer per rafforzare l'ombra
  13. Create un nuovo Layer e chiamatelo "luce". riprendete lo strumento selezione e fate un ellisse come in Fig. 6
  14. Adesso con il colore in primo piano bianco e lo strumento sfumatura impostato come in figura, sfumate dall'alto verso il basso dell'ellisse, ed impostiamo l'opacità del livello "luce" a 75% (Fig. 7)
  15. Aggiungiamo del testo o delle immagini nel pulsante dietro al layer "luce" (su un nuovo livello).
  16. Diamo un ombra al testo, logo o immagine aggiunta, cliccando su "Filtri -> Luce ed Ombra -> Proietta Ombra" ed impostando i parametri come in Fig. 8
  17. Creiamo un livello chiamato "ombra anello" e creiamo un ombra (come prima) al livello "anello"
  18. Andiamo al livello "ombra 1" clicchiamo su "Filtri -> Sfocatura -> Sfocatura Gaussiana" e impostiamo "orizzontale" e "verticale" a 2. Clicchiamo ok.
Il vostro pulsante è finalmente finito :)


Tratto da: Gtuts
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L'immagine a sinistra sarà l'effetto che oggi impareremo ad ottenere sfruttando GIMP (non solo per Linux, ma disponibile anche per Windows), l'alternativa open surce (validissima!!) al costoso Photoshop. Iniziamo!

  • Duplichiamo il Livello cliccando su "Livello -> Duplica Livello"
  • Andiamo in "Colori -> Tonalità -> Saturazione" e abbassiamo la saturazione a 0
  • Andate in "Livello –> Maschera –> Applica maschera di livello" e come tipo selezionate “Bianco – Opacità completa
  • Adesso con lo strumento pennello cominciate a "colorare"! Vedrete che le parti colorate usando il nero diventeranno a colori, quelle in bianco resteranno in bianco e nero. Colorate così fino ad ottenere l'effetto desiderato :)
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