Visualizzazione post con etichetta Bash. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bash. Mostra tutti i post
Quest'oggi, la mia rubrica sul terminale si concentrerà sulla compressione/archiviazione dei files nel nostro computer, sfruttando il comando zip

Uso base.

L'uso base del comando zip è molto semplice, ed è zip nomenuovo.zip file_da_zippare. Vediamo velocemente un esempio: nella directory attuale è presente il seguente file
$ ls -lh
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
Come possiamo facilmente notare il suo peso è di 171Kb. Proviamo adesso a comprimerlo tramite zip
$ zip assembly.zip assembly.ppt
adding: assembly.ppt (deflated 84%)
Stando a quanto ci dice il comando, il file è stato compresso dell'84%! Possiamo immediatamente verificare la cosa
$ ls -lh
totale 204K
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 28K 2009-09-16 01:28 assembly.zip
Da 171Kb a soli 28Kb!! Non mi sembra poco... Ottimo se vogliamo mandare i nostri files via email.

L'unzip

Se compattiamo un immagine dobbiamo essere naturalmente anche capaci di scompattarla per recuperarne il contenuto originario, e per fare questo il comando da dare è unzip archivio_da_estrarre.zip. Quindi, per riavere il contenuto del file appena zippato ci basta fare:
$ unzip assembly.zip
Archive: assembly.zip
inflating: assembly.ppt
Et voilà :)


Zippiamoli in tanti.

Se invece vogliamo comprimere più files contemporaneamente la sintassi da dare è zip nomenuovo.zip file1 file2 ... fileN. Naturalmente, come tutti sanno un esempio vale più di mille parole, perciò vi mostrerò la compressione di alcune delle mie presentazioni del corso di elettronica
$ zip elettronica.zip algebra_boobleana.ppt assembly.ppt diodi.ppt
adding: algebra_boobleana.ppt (deflated 81%)
adding: assembly.ppt (deflated 84%)
adding: diodi.ppt (deflated 71%)
Ed ecco le tre presentazioni unite in un unico file di soli
$ ls -lh
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 233K 2004-10-13 14:57 algebra_boobleana.ppt
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 171K 2004-10-05 23:28 assembly.ppt
-rw-rw-rw- 1 antonio antonio 185K 2003-03-04 08:21 diodi.ppt
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 125K 2009-09-16 01:32 elettronica.zip
125Kb!! Contro i 233+171+185 iniziali :) (si, mi scoccia fare il conto :P)
Naturalmente se vogliamo possiamo anche comprimere l'intera cartella, in modo tale che chi dovesse scompattare l'archivio non si ritrovi 3 (ma potrebbero essere 100) files buttati nel mezzo, ma una comoda cartella che contiene li stessi. La sintassi per comprimere una cartella è del tutto simile, nel nostro caso gli elementi erano già presenti in una cartella chiamata "Elettronica", quindi vado indietro di una directory (con cd ..) e zippo:
:~/Documenti/Elettronica$ cd ..
:~/Documenti$ zip elettronica.zip Elettronica
adding: Elettronica/ (stored 0%)

Proteggere gli archivi con password

Possiamo naturalmente immettere una password, e far criptare il contenuto dell'archivio, in modo tale che solo chi desideriamo sia in grado di scompattarlo e soprirne i files. Per fare questo l'opzione è -e, ed immediatamente dopo il sistema ci chiederà la password da inserire (e ci chiederà per sicurezza di riconfermarla). Vediamo un esempio:
$ zip -e elettronica.zip Elettronica
Enter password:
Verify password:
adding: Elettronica/ (stored 0%)
Naturalmente, poi, all'utilizzo di unzip tale password ci verrà richiesta
$ unzip elettronica.zip
Archive: elettronica.zip
[elettronica.zip] Elettronica/ password:
creating: Elettronica/

Compressione o velocità?

Naturalmente, archiviando un file è possibile decidere il grado di compressione con cui verrà preparato l'archivio. Questo grado può essere scelto da 0 a 9, dove 0 indica compressione nulla e velocità massima, e 9 compressione massima e velocità minima. Possiamo fare alcune prove per verificare l'effetto di questi parametri:
$ zip -9 doc.zip doc.dvi
updating: doc.dvi (deflated 30%)
antonio@ubuntu:~$ zip -0 doc.zip doc.dvi
updating: doc.dvi (stored 0%)
La differenza è più che evidente. Alla luce della praticamente indistinguibile velocità di compressione (almeno per files non troppo grandi) consiglio sempre di sfruttare l'opzione -9.

Guardiamo dentro un zip

Per elencare i files all'interno di un archivio zip l'opzione di unzip è -l, e va usata nel seguente modo:
$ zip immagini.zip *
adding: banner_gghiotta.png (stored 0%)
adding: banner_gghiotta.xcf (deflated 45%)
adding: bkgr.jpg (deflated 5%)
adding: bkgr.xcf (deflated 41%)
adding: desktop.png (deflated 1%)
adding: kiwi.png (deflated 0%)

$ unzip -l immagini.zip
Archive: immagini.zip
Length Date Time Name
-------- ---- ---- ----
25231 09-14-09 18:02 banner_gghiotta.png
150838 09-14-09 18:01 banner_gghiotta.xcf
201257 09-15-09 01:49 bkgr.jpg
879834 09-15-09 01:49 bkgr.xcf
423413 09-15-09 01:52 desktop.png
172489 09-14-09 21:09 kiwi.png
-------- -------
1853062 6 files
Qui ho mostrato un altro uso dei caratteri speciali, scrivendo zip immagini.zip *, il carattere "*" mi ha permesso di dire "tutti i files", cosicchè l'archivio andasse a contenere tutti i files presenti nella directory in cui mi trovavo. Poi il comando unzip -l immagini.zip mi permette di vedere il contenuto dell'archivio, inclusi peso (totale e del singolo files, relativi sempre ai file non compressi), data e ora dell'ultima modifica e nome.

Check UP

Se infine vogliamo controllare se il contenuto del nostro file si è rovinato con il tempo (eh si, i zip invecchiano :P) possiamo sfruttare l'opzione -t:
$ unzip -t immagini.zip
Archive: immagini.zip
testing: banner_gghiotta.png OK
testing: banner_gghiotta.xcf OK
testing: bkgr.jpg OK
testing: bkgr.xcf OK
testing: desktop.png OK
testing: kiwi.png OK
No errors detected in compressed data of immagini.zip.

Come sempre la mia è stata una spolverata per farvi tornare alla mente i principi base (ormai nessuno più compatta/scompatta da terminale, e in ambito Linux/Unix spesse volte è usato tar/gzip, cui probabilmente dedicherò un post) della compressione in zip, che può farvi molto comodo essendo la più usata in ambito windows, e quindi vi permette ottima portabilità dei vostri archivi.
Come sempre le informazioni migliori non si ottengono da questo post ma dall' --help del comando, che vi consiglio vivamente di visualizzare.

Ciao a tutti!
Leggi tutto...

| edit post
Uno dei comandi della bash maggiormente usati è ls che permette di conoscere il contenuto della cartella nella quale ci troviamo, per esempio (nel mio computer) se do il comando ls ottengo:
$ ls
Documenti Immagini Musica Scrivania
examples.desktop Modelli Pubblici Video
Ma questo comando offre molto di più della mera elencazione dei files nella directory corrente, ma ha tutta una serire di opzioni, molte delle quali le illustrerò in questo post :)

Nota: a causa della risoluzione del blog, il listato di alcuni comandi è un pò... illeggibile :P per capire bene di cosa parlo, più che guardare l'output dei comandi da me postato, provate a usare i comandi sul vostro terminale mentre leggete.

Scelta directory.

Non dobbiamo necessariamente navigare fino alla cartella di cui vogliamo conoscerne il contenuto, ma possiamo direttamente specificare il percorso, relativo (ovvero partendo dalla cartella in cui ci troviamo) oppure assoluto (partendo dal file system), ad esempio:
$ ls Documenti
chimica da_fare.txt ebay liste.txt personali uni

I nascosti.

Come sapete, la nostra /home pulula di files e cartelle nascosti (quelli preceduti da un puntino). Per comodita (siccome ne è rara la modifica) il comando ls> non li visualizza; se vogliamo fare in modo che vengano mostrati basta eseguire il comando con l'opzione -a (--all):
$ ls -a
. examples.desktop .icons .recently-used
.. .fontconfig Immagini .recently-used.xbel
.adobe .gabedit-2.1.8 .kde Scrivania
..........
.easychemrc .gvfs .pulse-cookie .xdrawchemrc
.esd_auth .ICEauthority .qt .xsession-errors
Ogni volta che eseguirete il comando con l'opzione all noterete la presenza di due directory, contrassegnate da un puntino o da due puntini: è normale, come sicuramente saprete rappresentano la directory corrente (il puntino) e la precedente (i due puntini).

Liste con la virgola

Se invece che incolonnati, preferite vedere i vostri risultati divisi da una virgola, basta dare l'opzione -m (--format=commas), come nell'esempio:
$ls -m
Documenti, examples.desktop, Immagini, Modelli, Musica, Pubblici, Scrivania, Video
E' utilissimo quando ad esempio volete scrivere un file con la lista di ciò che c'è in una cartella, basta redirigere il comando nel file desiderato, con un comando del tipo
$ls -m > lista.txt

Liste in colonna

Se invece delle virgole preferite un unica colonna, l'opzione che fa al caso vostro è -1 (--format=single-column):
$ ls -1
Documenti
examples.desktop
Immagini
Modelli
Musica
Pubblici
Scrivania
Video

Sfruttare i caratteri speciali.

In questo post ho spiegato l'utilizzo dei caratteri speciali; naturalmente sono utili anche con il comando ls, per esempio supponiamo di avere una cartella piena zeppa di musica, ma noi cerchiamo un file .ogg di cui non ricordiamo il nome, ci basterà isolare la ricerca ai files .ogg:
$ ls *.ogg
feel_the_love.ogg un_avventura.ogg
Potete sbizzarrirvi come volete sfruttando i caratteri speciali


Ricorsività

Se rendiamo il comando ricorsivo tramite l'opzione -R (--recursive) otterremo nonsolo la lista degli elementi presenti nella cartella corrente, ma anche la lista degli elementi presenti in tutte le sottodirectory della cartella attuale! Ecco un esempio:
$ ls -R
.:
battisti harder_better_faster_stronger.mp3 house

./battisti:
fiori_rosa.ogg un_avventura.ogg

./house:
feel_the_love.ogg poker_face.mp3

I dettagli

Se volete conoscere i dettagli di ogni file listato, il comando che dovete dare è ls -l (--format=long). L'interpretazione dei suoi risultati potrebbe però risultare un pò criptica per chi non sa come comprenderli, quindi vediamo adesso il significato dell'output di questo comando.
Un esempio del suo uso è il seguente
$ ls -l
totale 124
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 1004 2009-09-12 11:54 doc.dvi
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 557 2009-09-14 16:40 doc.tex
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 490 2009-09-14 16:40 doc.tex~
drwxr-xr-x 6 antonio antonio 4096 2009-09-14 16:54 Documenti
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 357 2009-09-12 03:26 examples.desktop
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 0 2009-09-14 17:33 harder_better_faster_stronger.mp3
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Immagini
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 7224 2009-09-12 03:49 latex_blog.txt~
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 3507 2009-09-14 16:41 listing.sty
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Modelli
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-14 17:36 Musica
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Pubblici
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-14 00:58 Scrivania
-rw-r--r-- 1 antonio antonio 64514 2009-09-12 03:40 tux.png
drwxr-xr-x 2 antonio antonio 4096 2009-09-12 03:29 Video
La scritta totale 124 ci da informazioni su quanti files/cartelle sono presenti nella directory corrente (naturalmente il numero è inferirore agli elementi riportati in quanto include anche quelli nascosti).
Il nome dell'elemento che stiamo considerando è la prima scritta che troviamo sulla destra di ogni riga; spostandoci più a sinistra troviamo la data e l'ora dell'ultima modifica del file corrispondente, ed ancora più a sisnistra possiamo trovare il peso in byte. Le colonne con i due nomi utenti indicano il proprietario del file ed il gruppo cui il file appartiene.
Il numero presente nella penultima colonna (partendo da destra) indica quanti puntatori esistono per quel file o quanti elementi contiene quella directory.
Infine la colonna più ostica: quelle "r", "w" e "x" apparentemente messe a caso. Dividiamo questa strana parola in questo modo:
d rwx rwx rwx
Il primo carattere ci indica che tipo di elemento stiamo considerando:
  • - indica un file o un eseguibile
  • d una directory
  • l un link
  • s un Socket
  • b sta per Block Device
  • c per Character device
  • p per Named Pipe
Adesso analizziamo gli altri tre gruppi, tenendo a mente che:
  • r significa permesso di lettura (reading)
  • w permesso di scrittura (writing)
  • x permesso di esecuzione (executable.... o na cosa del genere :P)
  • - indica la mancanza di quel permesso
La prima parte indica i permessi del proprietario del file, la seconda i permessi del gruppo di appartenenza e la terza i permessi per gli altri utenti. Ricapitolando:
Tipo Proprietario Gruppo Utenti
Per chiarire facciamo un esempio, prendiamo la cartella Musica, la sua riga è
drwxr-xr-x
che possiamo dividere come
d rwx r-x r-x
Adesso, la prima d ci indica che è una directory, il primo rwx significa che il proprietario ha permessi di scrittura, lettura e esecuzione; il secondo r-x significa che il gruppo ha permessi di lettura e esecuzione, ma non di scrittura (manca la w sostituita da -); infine il terzo r-x significa che gli altri utenti hanno permessi di lettura e esecuzione, ma non di scrittura


Ordinare per data o estensione.

Se vogliamo ordinare i risultati secondo data e ora dell'ultima modifica, l'opzione da dare è -t (--time).
Se invece preferiamo ordinare i contenuti per estensione l'opzione che dobbiamo includere è -X, come nell'esempio
$ ls -X
Documenti Pubblici doc.dvi doc.tex
Immagini Scrivania harder_better_faster_stronger.mp3 doc.tex~
Modelli Video tux.png latex_blog.txt~
Musica examples.desktop listing.sty

That's all folks

Il comando ls ha ancora molte chicche, che potete naturalmente scoprire tramite l'onnipresente --help. Per ora è tutto gente, alla prossima!
Leggi tutto...

| edit post

Ultimamente sto utilizzando il tempo che dedico allo studio di linux all'approfondimento delle potenzialità del terminale (ciò che mi affascina di più di questo SO). Oggi voglio parlarvi della ricerca dei files tramite terminale, utilizzando il comando locate :)

Utilizzo base.

Supponiamo di cercare i nostri vecchi appunti di chimica, ma non sappiamo dove si trovano. sfruttando il comando locate ci basterà scrivere
$ locate chimica
/home/antonio/Documenti/chimica
/home/antonio/Documenti/links_chimica.txt
/home/antonio/Documenti/chimica/appunti.txt
/home/antonio/Documenti/chimica/test_esame.txt

Ed automaticamente salteranno fuori in terminale tutti i files e le cartelle aventi la parola chimica nel nome! Comodo no? Naturalmente anche questo comando ha le sue opzioni, alcune delle quali mi accingo ad analizzare.

Ricerche senza il Case Sensitive.

Linux, come saprete, è Case Sensitive, ovvero fa differenza tra maiuscole e minuscole; ecco perchè il comando locate chimica troverà tutti i files e le cartelle contenenti la parola chimica, ma non contenenti (ad esempio) Chimica o ChimicA. Per ovviare a questo problema, basta sfruttare l'opzione -i (--ignore-case), che aggira la "case-sensitività" e ci mostra i risultati della parola scritta senza preoccuparsi delle lettere maiuscole o minuscole.
Riprovando infatti il comando con questa opzione notiamo l'inclusione di altri risultati precedentemente omessi
$ locate -i chimica
/home/antonio/Documenti/Lezioni_Chimica
/home/antonio/Documenti/chimica
/home/antonio/Documenti/links_chimica.txt
/home/antonio/Documenti/Lezioni_Chimica/lezione1.txt
/home/antonio/Documenti/Lezioni_Chimica/lezione2.txt
/home/antonio/Documenti/chimica/appunti.txt
/home/antonio/Documenti/chimica/test_esame.txt

Un altra opzione è -c (--count) la quale, invece di restituirci i risultati, ci dice solamente quante voci sono state trovate. Così se vogliamo sapere quanti files hanno la parola Antonio e quanti stanno in una directory con il nome Antonio ci basta scrivere
$ locate -c Antonio
5943
Per le altre opzioni vi basta consultare l'help del programma, visualizzabile con il comando
locate --help

Indicizzazione.

Lo strumento locate non fa una ricerca all'interno del disco rigido, ma si basa su un database che è /var/lib/mlocate/mlocate.db. Giustamente, se creiamo un file adesso il database non si aggiornerà automaticamente; possiamo verificare la cosa in questo modo
$ touch fileappenacreato.txt
$ locate -c fileappenacreato
0
Come potete vedere il comando non ha prodotto alcun risultato, poichè il file fileappenacreato.txt non è stato ancora indicizzato. Per aggiornare il database dei files presenti nel computer basta dare il comando updatedb (va dato con i permessi di root).
Vediamo il suo utilizzo in un esempio
$ touch ancoraunfile.txt
$ locate ancoraunfile
$
$ sudo updatedb
$ locate ancoraunfile
/home/antonio/ancoraunfile.txt
Come potete vedere, dopo aver lanciato updatedb il sistema ha indicizzato il nuovo file appena creato e il comando locate ha potuto rintracciarlo.

Il comando locate è davvero un ottimo strumento di ricerca, con cui vi consiglio di familiarizzare e studiare tramite il suo --help.

Buone ricerche a tutti!
Leggi tutto...

| edit post

terminal Quest’oggi voglio rinfrescarvi la memoria su tre indispensabili alleati nell’utilizzo della bash di linux. In ordine (ma non per importanza) vi presento: ? (punto interrogativo), * (asterisco) e [ ] (parentesi quadre).

Supponiamo di avere una cartella in cui sono presenti i seguenti files:

ciao1.txt

ciao2.txt

ciao3.txt

ciao4.txt

ciao5.txt

ciao6.txt

ciao7.txt

ciao8.txt

ciao9.tzt

ciao10.txt

ciao11.txt

ciao12.txt

ciao13.txt

ciao11.ogg

Vediamo adesso, sfruttando questa cartella ipotetica, cosa possiamo fare con i nostri fantastici tre.

Punto “ogniLettera” interrogativo.

Il primo simbolo che andremo ad analizzare è il punto interrogativo. Questo carattere viene interpretato (dalla shell) come “qui ci può stare qualsiasi carattere”. Lo so, il mio linguaggio tecnico non è dei migliori, ma un esempio sono sicuro cancellerà ogni dubbio.

Supponiamo di scrivere in un terminale

rm ciao?.txt

La nostra shell, adesso, rimuoverà i seguenti files ciao1.txt ciao2.txt ciao3.txt ciao4.txt ciao5.txt ciao6.txt ciao7.txt ciao9.txt ciao9.txt, ma lascerà stare gli altri, in quanto uno ha un estensione diversa (.ogg) rispetto a quella richiesta, e gli altri non rientrano nella richiesta, in quanto non hanno “un carattere qualsiasi tra ciao e .txt” ma due caratteri.

Allo stesso modo, scrivere

rm ciao1?.txt

eliminerà ciao11.txt ciao12.txt e ciao13.txt.

Asterisco, detto “tutto fa brodo”.

Il secondo carattere speciale è l’asterisco. Il significato di questo simbolo è “al mio posto va bene tutto, quanti e quali caratteri vuoi”. Per capirci, se scriviamo

rm ciao*.txt

verranno rimossi tutti i files tranne ciao11.ogg, per via dell’estensione differente. Se scriviamo

rm ciao1?.*

verranno rimossi ciao11.txt ciao12.txt ciao13.txt ciao11.ogg: infatti vengono rimossi tutti i files inizianti per ciao1 (poi, il carattere successivo può essere qualsiasi carattere per via del punto interrogativo) e di qualsiasi estensione (per via dell’asterisco). Se scrivessi

rm *.txt

verrebbero rimossi tutti i files con estensione .txt (quindi resterebbe solo ciao11.ogg). Nel caso in cui io scrivo

rm ciao*

verrebbe cancellato tutto (ma se ci fosse, ad esempio, un file chiamato pippo.txt quello resterebbe intoccato), mentre per eliminare l’intero contenuto della cartella corrente basta scrivere

rm *

La coppia quadrata.

Ultimo carattere speciale, ma non per importanza, che mi accingo a mostrare è la parentesi quadra. I caratteri tra parentesi quadra si comportano come una lista, che può essere definita per enumerazione o per intervallo.

Per capirci, [37] vuol dire “3 o 7”, quindi se in un terminale scrivo

rm ciao[37].txt

verranno eliminati i files ciao3.txt e ciao 7.txt. Se invece voglio definire la lista per intervallo, basta scrivere (ad esempio) [3-7] che indica tutti i numeri da 3 a sette (compresi), ragion per cui scrivendo in un terminale

rm ciao[3-7].txt

vedrò cancellare dalla cartella i files ciao3.txt, ciao4.txt, ciao5.txt, ciao6.txt e ciao7.txt.

Spero di avervi un pò rinfrescato la memoria dei rudimenti della bash linux. Sono piccoli dettagli che spesso vengono dimenticati, ma che in alcuni casi possono davvero semplificare la vita dell’utente pinguinese :)

Leggi tutto...

| edit post
Che con GFNU/Linux si possa fare di tutto è risaputo. Da oggi sappiamo anche che linux può prendersi cura del tuo pargolo per regalargli sonni felici.

Come? Basta un piccolo script bash, guardate questo video:

Fonte: http://www.linuxedintorni.org/archives/2229

Leggi tutto...

| edit post
Opera? Firefox? Safari? Naa.. il vero browser con cui navigare è solo uno: il nostro terminale!
Naturalmente sto scherzando (beh, magari è meglio di IE), ma è possibile navigare in internet con la nostra federe shell, pur senza visualizzare immagini, stili, templatres ecc...

Basta utlizzare il comando w3m, scrivendo
w3m [indirizzo_sito]
Ad esempio, per aprire google dobbiamo scrivere in un terminale w3m www.google.it.

A cosa serve? Beh, innanzitutto fornisce una versione minimale del sito, senza troppi fronzoli, ottima per essere trasformata in testo e facilmente editata. Faccio un esempio: devo preparare una ricerca sulla seconda guerra mondiale, e voglio copiar... prendere spunto dalla pagina di wikipedia.
Volendo copiare con il semplice Ctrl+C, una volta incollato ci troveremmo scritte piene zeppe di collegamenti, stili di formattazione, immagini ecc.
Dando invece un bel
w3m http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale > seconda_guerra.txt
Ci troveremo, bello e pronto, un file txt senza formattazione, in attesa di essere copiato in OOWriter :)
Leggi tutto...

| edit post

Uno dei principali motivi per cui si utilizzo linux è per quella fantastica cosa chiamata terminale (o bash).
Ogni linux-user che si rispetti deve saper usare il suo terminale, anche se ormai (con il livello raggiunto dalle principali distribuzioni linux) non cen'è quasi più il bisogno.

In questo articolo vedremo come salvare la lista del contenuto di una cartella all'interno di un file .txt, un simpatico trucco (spesso comodissimo) che i nostri amici windows-dipendenti sognerebbero di fare.

Supponiamo di voler salvare il contenuto della cartella /home/folder. Innanzitutto spostiamoci nella cartella indicata scrivendo
cd folder
Adesso stamperemo il contenuto della cartella con il comando
ls > contenuto.txt
Così facendo, grazie all'operatore ">" abbiamo redirezionato l'output del comando ls (che solitamente sarebbe stato scritto sul terminale) all'interno del file contenuto.txt

Possiamo verificare il contenuto del file scrivendo in terminale
nano contenuto.txt
Oppure con il nostro editor di testi preferito.
Il file è così pronto per essere inviato via email o per qualsiasi utilizzo vogliate farne :)

Ti è piaciuto questo articolo? Collegati ai feed RSS per restare sempre aggiornato sugli ultimi articoli pubblicati. Se hai suggerimenti o idee lascia un commento
Leggi tutto...

| edit post

Con questa piccola guida voglio elencare i principali comandi con cui iniziare a smanettare con il terminale di Linux (che è una delle cose che più da soddisfazioni ad un utente Linuxiano :D).

Allora preparatevi, aprite un terminale (in Ubuntu Applicazioni -> Accessori -> Terminale), e cominciate a divertirvi :D

Gestione di Files e Cartelle:

Copia di un file:
cp dir1/NomeFileDaCopiare dir2/NomeFileIncollato
Copia il file "NomeFileDaCopiare" presente nella cartella "dir1", nella cartella "dir2" sotto il nome "NomeFileIncollato"

Contenuti cartella:
ls dir
Elenca il contenuto della cartella "dir". Può essere usato anche scrivendo semplicemente "ls" e restituisce il contenuto della cartella in cui ci si trova

Permessi amministratore:
sudo comando/programma
Permette di eseguire il "comando/programma" con i privilegi di root (amministratore). Infatti sudo è l'acronimo di Super User DO

Cambiare cartella:
cd dir
Permette di spostarsi nella cartella "dir".

Creare una cartella:
mkdir dir
Crea una cartella chiamata "dir"

Muovere un file:
mv dir1/file1 dir2
Muove il file "file1" nella directory "dir1" all'interno della directory "dir2"

Cancellare un file:
rm file1
Cancella il file "file1"

Gestione Sessione:

Spegnere il computer:
sudo shutdown
Il comando è soltano "shutdown", ma spesso va eseguito con privilegi di amministratore, quindi è preceduto da "sudo"

Logout:
sudo logout
Come prima

Riavvio di Sistema:
sudo reboot
Idem :)

Scorciatoie:
  1. tasti [SU] e [GIU] richiamano i comandi precedentemente dati (praticamente una cronologia di comandi)
Buon divertimento a tutti!
Leggi tutto...

| edit post